Educazione fisica a scuola

Negli ultimi anni si è assistito ad una grande rivalutazione delle attività fisiche e ad un costante aumento dell’attenzione per il corpo: la consapevolezza che la salute e il benessere dipendano anche dalle abitudini di movimento è oggi molto diffusa nella popolazione di tutte le fasce d’età, e, spazi, organizzazioni e iniziative per la pratica sportiva, si sono ampiamente diffusi sul territorio.

Nonostante questo, l’impulso alla crescita delle attività motorie nella scuola – in Italia, ma anche in buona parte degli altri paesi occidentali – è risultato pressochè nullo se non negativo.

Oggi l’organizzazione dell’educazione fisica nelle scuole italiane è di nuovo in discussione, in quanto il livello di impegno fisico dell’attività motoria proposta è giudicato troppo basso per sollecitare adeguati processi di adattamento dell’organismo e indurre l’abitudine e il piacere per il movimento. L’attività fisica scolastica ed extrascolastica, praticata in media per 2-3 ore settimanali, è ritenuta troppo sporadica e quantitativamente non adeguata a contrastare gli effetti di un’accentuata tendenza alla sedentarietà che si riscontra nelle giovani generazioni. Varie ricerche hanno messo in luce infatti sia un abbassamento del livello delle capacità motorie dei bambini e dei ragazzi, sia un preoccupante incremento del sovrappeso e dell’obesità, nonchè dell’incidenza dei disturbi a questi collegati.

L’attività fisica extrascolastica, inoltre, consta prevalentemente di attività agonistiche, e ciò comporta una specializzazione precoce, non sempre proficua per lo sviluppo armonico di tutte le capacità motorie. Per tali ragioni da più parti si auspuca l’inserimento di docenti di educazione fisica nella scuola primaria e un incremento del monte ore dedicato alleducazione fisica in tutti gli ordini e gradi scolastici, in linea con quanto previsto in altri paesi europei.

Attività motoria giovanile e promozione della salute

Il ruolo dell’attività fisica è stato riconosciuto da un notevole numero di studi scientifici, come componente essenziale nella promozione e nello sviluppo della condizione di salute. L’esercizio fisico agisce in modo positivo su un numero elevato di patologie e rappresenta uno strumento irrinunciabile di prevenzione primaria e secondaria. Nonostante questo le politiche e le iniziative di promozione della pratica fisica non sono ancora in grado di agire positivamente sui comortamenti salutari della popolazione. Nella fattispecie, i dati statistici mettono in risalto che nell’età giovanile, si è ancora lontani da una pratica motoria totalmente diffusa. Si nota inoltre come sia rapido l’abbandono della pratica motoria e sportiva con il progredire dell’età, a significare una carenza educativa sul reale valore e sul significato dell’attività motoria, non solo in termini di gratificazione e benessere, ma anche di salute.

Accanto agli indubbi vantaggi in termini di corretto sviluppo morfo-funzionale e psicologico che i giovani traggono dalla pratica di un adeguato programma di Educazione Motoria in ambito scolastico, si sottolinea quindi che la formazione scolastica dovrebbe farsi carico anche dell’educazione ad una corretta pratica motoria che, iniziando in età giovanile, possa trovare spazio nella vita quotidiana per tutto il tempo della vita.

L’educazione fisica nei curricoli scolastici europei

Dati i suoi numerosi benefici, l’attenzione a livello europeo verso la promozione dell’attività fisica è cresciuta sempre di più. Il trattato europeo di Lisbona del 2009 ha offerto le basi, sul piano giuridico, affinchè l’Unione Europea richiedesse lo sviluppo della dimensione europea dello sport e la promozione delle questioni sportive a livello europeo.

Nell’ottica di questi sviluppi politici, e per meglio comprendere la condizione attuale dell’educazione fisica in Europa, è stato prodotto dalla rete Eurydice il rapporto dal titolo “Educazione fisica e sport a scuola in Europa” con la finalità di descrivere lo stato dell’arte dell’Educazione Fisica e delle attività sportive a scuola in 30 paesi europei. Il rapporto è da considerarsi il primo tentativo della Commissione Europea di individuare i punti chiave di debolezza e di forza dell’Educazione Fisica a scuola.

Prestazione atletica e sportiva

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Attività fisica per la salute

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Sport e disabilità

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Attività fisica adattata

L’Attuale acronimo “APA” (“AFA” in Italia) viene coniato nel 1973 anno in cui viene fondata la Federazione Internazionale “IFAPA”(International Federation of Adapted Physical Activity).

Secondo i fondatori dell’IFAPA, L’AFA (Adapted Physical Activity)

si ”riferisce al movimento, all’attività fisica e agli sport nei quali viene data un’enfasi particolare agli interessi e alle capacità degli individui caratterizzati da condizioni fisiche svantaggiate, quali disabili, malati o anziani”.

Lo Statuto IFAPA [adottato dal Consiglio di Amministrazione nel maggio 1997 a Quebec City (Canada)] riconosce quanto segue: L’oggetto d’interesse specifico dei programmi e delle attività IFAPA è rappresentato dalle persone affette da malattie, menomazioni, disabilità o deficit tali da limitare le capacità di tali individui di praticare le attività fisiche loro congeniali. 

L’efficacia dell’esercizio fisico nella prevenzione e nella cura di patologie, è stata dimostrata in malattie a grande diffusione come il diabete, l’ipertensione;  e altre patologie cardio‐respiratorie; l’obesità, l’osteoporosi, l’artrite; il cancro del colon; tale lista incompleta è sicuramente destinata ad allungarsi.

ATTIVITA’ FISICA ADATTATA (AFA) CHE COS’E’ E A COSA SERVE

Per Attività Fisica Adattata (AFA) si intendono programmi di esercizio non sanitari, svolti in gruppo, appositamente disegnati per cittadini con malattie croniche finalizzati alla modificazione dello stile di vita per la prevenzione secondaria e terziaria della disabilità. E’ stato dimostrato che in molte malattie croniche il processo disabilitante è aggravato dall’effetto additivo della sedentarietà che è causa di nuove menomazioni, limitazioni funzionali e ulteriori disabilità. E’ importante che di fronte a molte patologie croniche il soggetto acquisisca consapevolezza che il procedimento terapeutico deve necessariamente prolungarsi nel tempo e che questo porti ad una modifica dello stile di vita.

Sebbene, il diploma di laurea in scienze motorie non abiliti all’esercizio di attività professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia e/o di altri laureati di ambito sanitario, le conoscenze e le capacità acquisite dai laureati AMPA faranno si che questi possano integrarsi adeguatamente nell’ambito di un team di professionisti della salute e del benessere, partecipando alla piena attuazione degli obiettivi posti dalla Comunità Europea volti al superamento di rilevanti ed attuali problematiche socio‐sanitarie al fine di promuovere la salute e nella prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) delle principali patologie d’interesse sociale.

 

L’AFA in Italia

L’AFA è tuttora diffusa in parecchie regioni italiane. Una delle prime è stata la Toscana che ha iniziato nel 2004 ed ha introdotto i percorsi AFA come risposta del Sistema Sanitario Regionale alle sindromi algiche da ipomotilità e sindromi croniche stabilizzate negli esiti con una specifica delibera (DGR 595/05), per poi diventare dal 2006 una modalità consolidata e riconosciuta come risposta valida ai bisogni delle condizioni di cronicità. Grazie all’AFA, e alla sanità d’iniziativa (nella quale l’AFA svolge un ruolo importante), la Toscana è stata riconosciuta come Reference Site dalla Commissione Europea per l’innovazione a supporto dell’invecchiamento sano e attivo.

 

 

 

Fonti

ADAPT Programma Europeo diAttività Fisica Adattata

REGIONE TOSCANA: delibera N.595 del 30/05/2005

TOSCANA: attivita-fisica-adattata “gruppi di cammino”.

 

Attività manageriale

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